Il mio cane tira al guinzaglio

Il tuo cane tira sempre al guinzaglio? | Ecco cosa devi fare

Vuoi insegnare al tuo cane a smettere di tirare al guinzaglio durante le passeggiate? In questa guida ti insegnerò come fare.

Se pensi di averle provate tutte lo capisco, questo problema è senza dubbio il più diffuso e di seguito ti mostrerò passo passo le migliori strategie per insegnare al tuo cane a non tirare al guinzaglio e goderti finalmente l’agognata passeggiata tranquilla.

Inutile girarci intorno, tutti vorremmo la pillola magica o l’esercizio miracoloso ma nell’attesa che li inventino, dovrai sporcarti le mani, provare, fallire, avere pazienza e riprovare. Io ti guiderò lungo tutto il percorso, cercherò di essere il più chiaro possibile e per aiutarti ho suddiviso la guida in STEP.

Iniziamo!

STEP #0 CONOSCI IL TUO CANE

Che cosa differenzia un bracco da un pastore tedesco? Le orecchie! Giustissimo, ma non solo. Si differenziano principalmente nello scopo per cui sono stati selezionati. Un cacciatore selezionerà, e quindi farà procreare, quei cani le cui caratteristiche e comportamenti saranno funzionali all’arte venatoria. Un pastore porterà avanti gli esemplari predisposti alla guida e alla protezione del gregge. E così via per tutte le altre razze. È importante conoscere la selezione del cane perché attorno ad essa si sviluppa la memoria di razza ovvero quel bagaglio di doti caratteriali, istinti e attitudini che rendono il cane adatto ad una determinata mansione. L’esempio più calzante trovo sia quello del bassotto. Il bassotto ha la particolarità di avere le zampe molto più corte rispetto al corpo che, oltre a conferirgli l’aspetto di una salsiccia, gli consente di stanare prede nascoste all’interno della tana.

Altri esempi sono il Pastore Maremmano-Abruzzese selezionato come cane da guardia del gregge, il Terranova selezionato come cane da salvataggio acquatico etc. In generale se hai un cane da pastore (pastore tedesco, pastore belga, pastore bergamasco, border collie, pastore australiano…) hai di fronte un cane da lavoro, che straripa di energie e abituato ad aiutare il proprietario a guidare e/o proteggere il gregge. Per i pastori qualsiasi attività fatta con te li renderà felice, parola d’ordine per cani come questi è: FARE. Se hai un cane da caccia (tra questi sono presenti bassotti, terrier, segugi, cani da ferma, da riporto, da cerca e da acqua) allora avrai un cane che spesso poggerà il muso a terra all’insegna della pista di odore più gradevole. Per cani come loro un esercizio davvero appagante è la ricerca. Divertiti a nascondergli dei bocconcini per tutta casa o se ti è possibile in giardino o ancora meglio e ti è possibile all’esterno. Non è obbligatorio andare a caccia ma se è un’attività che fa parte della tua routine esprimerai al 100% la memoria di questi cani. Successivamente ci sono esemplari selezionati per il combattimento (Pitbull, Amstaff…) la cui natura non va sottovalutata specialmente quando si fanno socializzare assieme ad altri cani. A questo punto ti starai chiedendo cosa c’entra tutto questo se il tuo cane tira al guinzaglio. Te lo spiego nel prossimo step.

STEP #1 CAPISCI IL PERCHÉ

Il primo passo da fare in assoluto è scoprire la causa che genera il problema. Se non si individua il motivo è difficilmente riusciremo a trovare una soluzione.

Quindi c’è da chiedersi: “Perché il mio cane tira al guinzaglio?”

I motivi per cui un cane tira al guinzaglio sono molti, quelli più comuni vanno ricercati nella mancanza di stimoli adeguati, nelle abitudini consolidate e nei comportamenti che hanno creato al cane un vantaggio.

MOTIVO N° 1: IL CANE HA TROPPE ENERGIE

Il motivo più comune per cui il cane tira al guinzaglio è perché ha troppe energie e deve liberarsene. Tieni presente che il cane non vuole uscire di casa per godersi il sole o prendere una boccata d’aria bensì per seguire piste olfattive, odorare e coprire pipì di altri cani, giocare, correre, incontrare, esplorare e più in generale interagire con l’ambiente circostante. In questo processo il proprietario è un grosso freno che impedisce al cane di svolgere tutte queste attività come vorrebbe impedendogli di sfogare adeguatamente le energie. Pensiamo che l’andatura media di un cane al trotto è di circa 12-14 km/h (sottolineo in media perché questo valore è influenzato da razza, età e carattere) mentre la nostra, prendendo come campione un adulto in buona salute, è di circa 6-8 km/h. Insomma tu riusciresti a scaricare a pieno le energie se fossi vincolato ad un bradipo? Per carità povero bradipo, ma ci siamo capiti!

“Quindi tanti cari saluti alle passeggiate tranquille?” – No ma…

Tutti i cani necessitano quotidianamente di esercizio fisico (e mentale) e le passeggiate al guinzaglio sono un’ottima fonte di stimoli. Tuttavia, spesso e per il motivo visto prima, non bastano. Immaginiamo che il nostro cane abbia un serbatoio di energia che si riempie tutti i giorni. Cosa avremmo se l’attività fisica che proponiamo quotidianamente svuota a stento metà serbatoio? Avremmo un cane con energie in eccesso, iperattivo e nel lungo termine frustrato che infine… rullo di tamburi… tirerà al guinzaglio (oltre a manifestare altre problematiche ben più serie).

Corse all’aperto (senza guinzaglio o con una lunghina), esercizi olfattivi, tira e molla e, laddove possibile, socializzazione con i suoi simili sono tutte attività che permettono al cane di soddisfare adeguatamente le proprie esigenze fisiche e mentali e la propria memoria di razza (spiegata nello step precedente). In definitiva prima di pretendere che il nostro cane smetta di tirare al guinzaglio assicuriamoci di fornirgli gli stimoli sufficienti a soddisfare le sue esigenze, altrimenti quanto seguirà sarà del tutto inutile.

MOTIVO N° 2: ABITUDINE ERRATA

Questo motivo nasce da un errore che commette il proprietario: ha permesso al proprio cane di tirare quand’era cucciolo. In fondo il cucciolo se tira non imprime una forza tale da creare fastidi al proprietario durante le passeggiate perciò lo si lascia fare. Il problema sorge quando questo comportamento diventa un’abitudine instaurata nella mente del cane che continuerà a riproporre anche in età adulta quando avrà acquisito una forza di traino degna di un trattore autostradale.

Se il cane ha sempre fatto così non possiamo pretendere che di punto in bianco smetta di fare quello che ha sempre fatto.

MOTIVO N° 3: ATTITUDINE DEL PROPRIETARIO

I cani sanno leggere l’uomo con abilità impressionante. Ma in che senso “sanno leggere?” No, non intendo che leggono nella mente o che abbiano chissà quale sesto senso come certi guru amano professare, bensì il cane è un maestro a leggere il nostro linguaggio del corpo. Gesti, movimenti, espressioni, postura ed anche il tono, il volume, il timbro e il ritmo della voce; il cane ci studia, ci osserva e assimila il nostro modo di comportarci. Pertanto se desideri un cane tranquillo e che si fidi di te durante le passeggiate devi dimostrare di essere un leader buono e capace di padroneggiare correttamente il tuo corpo.

La postura corretta si ha quando la schiena è dritta e rilassata e non c’è tensione su spalle e collo. Il giusto tono di voce si ha quando si impartiscono comandi al cane in modo sicuro e deciso e non in modo flebile e isterico.

NOTA BENE: nella maggior parte dei casi il cane tira al guinzaglio per tutti e tre i motivi. Il cane ha bisogno di correre, di abituarsi e capire come camminare accanto al proprietario che a sua volte deve essere in grado di condurre la passeggiata con abilità e autorevolezza. Invece spesso il cane passa la vita al di fuori delle mura domestiche relegato ad un guinzaglio senza avere la possibilità di correre, con un proprietario incapace di avere la pazienza necessaria volta ad insegnare al cane come muoversi correttamente per la strada. Io ero esattamente così: pretendevo che il cane mi stesse vicino perché mi reputavo un bravo proprietario ma la verità era ben diversa e la scoprii strada facendo.

STEP #2 PARTI CON IL PIEDE GIUSTO

È fondamentale sapere che il tuo stato d’animo influisce su quello del cane e di conseguenza sul suo comportamento. Avere un atteggiamento propositivo verso la passeggiata mettendo da parte l’idea che il cane tirerà per tutto il tempo, seppur difficile, è di primaria importanza. Se stai leggendo questa guida significa che hai deciso di migliorare la qualità delle passeggiate con il tuo cane ma per farlo devi prendere consapevolezza che il cambiamento non avverrà con uno schiocco di dita perciò devi armarti di pazienza e buona volontà ed io farò il possibile per renderti le cose semplici.

Torniamo alla passeggiata che non si deve intendere come la semplice uscita tra cane e proprietario bensì come un insieme di comportamenti che iniziano ancora prima di prendere il guinzaglio in mano. Se vuoi eliminare il problema del cane che tira al guinzaglio devi prestare attenzione a tutti i segnali che possono generare tale problema tra cui la preparazione alla passeggiata. Se alla vista del guinzaglio il tuo cane inizia ad eccitarsi dovrai calmarlo prima di uscire altrimenti avrai tra le mani una bomba ad orologeria pronta ad esplodere non appena varcata la soglia di casa.

I motivi di tale comportamento vanno ricercati nella percezione che il cane possiede sulla passeggiata. Se è vista per il cane come unica valvola di sfogo durante la giornata e un come piacere di passare del tempo all’insegna di nuovi odori, di incontri etc., è probabile che solo l’idea provochi in lui molta eccitazione (e sarei eccitato anch’io se la passeggiata fosse l’unico momento di sfogo!). Quanto seguirà sarà quindi un esercizio che insegnerà al cane a stare tranquillo ancora prima che la passeggiata abbia inizio.

Solitamente mentre ti prepari per uscire il cane si mette in guardia e non appena prendi il guinzaglio esplode di eccitazione. Perché avviene? Perché il cane associa velocemente che “guinzaglio in mano” significa passeggiata e ciò provoca in lui agitazione. Supponiamo il caso più frequente: il cane che si mette ad abbaiare (o a frignare) non appena ti vede prendere il guinzaglio. L’errore tipico è iniziare a parlare con il cane magari dicendo: “Sì Fido stiamo uscendo stai calmo e vieni qua dai, Fido, vieni!”. Questo non si deve fare perché il cane, sentendo la tua voce, si agiterà ulteriormente e il suo comportamento verrà rinforzato. Quello che dovrai fare non appena ti accorgi che il cane inizia ad agitarsi, ad abbaiare o a frignare in modo isterico, è posare il guinzaglio al suo posto e allontanarti senza dire niente. Il cane rimarrà un po’ perplesso perché l’associazione a cui solitamente è abituato non si è verificata e penserà: “Che succede? Perché non si esce?” Tu qui non dovrai fare altro che aspettare che si calmi e solo quando sarà tranquillo e si lascerà mettere il guinzaglio senza problemi allora potrete uscire. Armati di pazienza perché non è detto che il cane impari subito, anzi è probabile che dovrai ripetere questo esercizio più e più volte prima di vedere il cane calmo alla vista del guinzaglio tra le tue mani. Tuttavia ti assicuro che questi sforzi saranno ricompensati perché così facendo insegnerai al cane che agitarsi allontanerà il momento della passeggiata mentre stare calmo porterà a ciò che desidera. Ricapitolando ecco a te l’esercizio completo più qualche suggerimento.

  1. Preparati per uscire, il cane probabilmente ti guarderà per vedere se prendi in mano il guinzaglio;
  2. Prendi il guinzaglio con calma, senza guardare il cane e senza dire niente ricordando che sguardo e parole rischiano di eccitare il cane;
  3. Se il cane si agita (abbaia, piange, corre etc.) posa il guinzaglio e allontanati.
  4. Quando il cane si sarà calmato ripeti dal punto 2;
  5. Se il cane resta tranquillo durante tutto il procedimento allora potrete uscire;
  6. Un aiuto che puoi dare al cane per non fargli perdere le staffe è quello di chiedergli di stare seduto prima di prendere il guinzaglio;
  7. Se il cane resta seduto e tranquillo quando prendi il guinzaglio lo premi con un bocconcino e uscite di casa.

CAUSA

Agitazione (abbaiare, frignare, correre) EFFETTO Non si esce di casa e si aspetta

CAUSA

Calma (cane eventualmente seduto) EFFETTO Si esce di casa per la passeggiata

Armati di pazienza perché questo esercizio dovrai farlo, almeno inizialmente, parecchie volte prima di ogni passeggiata.

Ricorda: se non riesci a calmare il cane ancora prima di uscire non lo calmerai neanche durante la passeggiata.

STEP #3 ADDESTRALO ALLA PASSEGGIATA

Se gli step precedenti non hanno risolto il problema non ti resta che addestrare il cane a camminare al tuo fianco. Come? Scopriamolo!

Appurato che hai raggiunto questo risultato:

  • Hai piena consapevolezza del tuo cane;
  • Lo appaghi sotto il profilo fisico e mentale;
  • Sai essere un conduttore autorevole e paziente.

Con tutta probabilità se questi requisiti sono soddisfatti e il tuo cane non ne vuole sapere, significa che è radicata in lui l’abitudine di tirare come un forsennato. Benissimo!

Qui di seguito ti mostrerò un semplice esercizio che ha l’obiettivo di fare capire al cane che starti vicino è più conveniente che tirare al guinzaglio.

Premessa: decidi una parola che utilizzerai al cane per “dirgli” di stare vicino a te. Un esempio potrebbe essere “vicino”, “piede”, “passo” la parola di per sé non ha importanza perché il cane assocerà il suono ad una azione ovvero camminarti accanto. La parola la dovrai utilizzare solo nella fase di addestramento e dovrà essere sempre la stessa.

PRIMA DI INIZIARE

Armati di bocconcini appetibili (würstel, pezzetti di grana, carne essiccata…). Metti al cane guinzaglio e collare e fai attività con lui. Fallo correre, lascialo libero, tiragli la pallina perché per l’esercizio che andremo a svolgere serve il cane stanco. Per svolgere l’esercizio recati in una zona tranquilla, con pochi stimoli (no automobili, no bambini / persone che corrono, no altri cani) perché altrimenti sarà difficile per il cane prestarci attenzione.

INIZIAMO:

  1. Fai sedere il cane alla tua sinistra o, se ti viene più comodo, alla tua destra e prendi il guinzaglio con la mano opposta alla posizione del cane lasciando passare il guinzaglio davanti a te.
  2. Pronuncia la parola che hai scelto (supponiamo sia “passo”) e subito dopo dagli un bocconcino e ripeti per due volte la stessa cosa: pronunci “passo” e premi, pronunci “passo” e premi. Questo semplice gesto permetterà al cane di associare la parola ad un evento piacevole ovvero mangiare.
  3. Dopo aver lavorato il cane in modo statico iniziamo a lavorare in modo dinamico e quindi dovrai fare qualche passo in avanti adescando il cane con un bocconcino senza permettergli di prenderlo in modo che il suo muso rimanga vicino alla tua mano. Durante lo spostamento pronuncia “passo” e dopo 4-5 passi premialo. Rifai la stessa cosa altre 2 o 3 volte e concludi la sessione facendo complimenti e giocando con il cane.

E se il cane non obbedisce che si fa?

Se il cane mentre camminate si distrae o non resta vicino a te (mette il muso a terra, abbaia, salta addosso etc.) dovrai correggerlo esercitando una trazione con la mano che tiene il guinzaglio. Lo strappetto non ha il dovere di fare male al cane ma semplicemente quello di richiamare la sua attenzione. L’intensità della correzione va dosata in base a chi hai di fronte: se hai un maltese basterà un colpetto, se hai un dogue de bordeaux o un pastore del Caucaso l’intensità esercitata dovrà necessariamente essere maggiore. Così facendo insegnerai al cane che vicino a te si ottiene una ricompensa mentre lontano da te una correzione. Semplice quanto efficace.

Se durante lo spostamento in avanti il cane ti supera per iniziare a tirare o per annusare in giro fermati subito, cambia direzione e nel frattempo pronuncia il nome del cane seguito dalla parola “passo”. Se il cane tornerà concentrato sulla tua mano sgancerai un bocconcino.

Ripeti l’esercizio per 10-15 minuti al giorno aumentando costantemente il numero di passi e diminuendo il numero di premi dati al cane. Inizialmente la pronuncia della parola “passo” seguita dal bocconcino sarà frequente perché il cane dovrà associare la parola all’azione, ma con il passare dei giorni serviranno sempre meno premi. Inoltre, passati i primi 4 o 5 giorni di addestramento, in concomitanza dei premi alimentari potrai utilizzare complimenti e carezze. Quando avrà imparato correttamente l’esercizio in una strada isolata allora e solo allora potrete spostarvi nella strada vera e propria. Tieni presente che quando arriverai a questo punto il cane avrà già associato correttamente la parola “passo” ed anche in presenza di stimoli e distrazioni saprà cosa desideri.

Ecco un esempio dell’esercizio impostato per le seguenti due settimane.

GIORNO 1

4-5 PASSI Una dozzina di bocconcini

GIORNO 2

5-8 PASSI Una decina di bocconcini

GIORNO …

… PASSI n bocconcini

GIORNO 14

20-30 PASSI 1-2 bocconcini

ATTENZIONE: ora che conosci il modo per insegnare al cane a non tirare al guinzaglio e a mantenere un passo vicino a te non pretendere che lo faccia per tutta la passeggiata. Il cane ha bisogno di annusare e sarebbe un errore grossolano pretendere che non abbia mai il muso in terra, specialmente se abbiamo di fronte dei cani da caccia.

Nicolas

PS: ammiro molto le persone che spendono il proprio tempo per comprendere il cane. Mi rendo conto tuttavia che non è semplice risolvere autonomamente i problemi con il proprio e per questo ti metto a disposizione un bottone qui sotto con la possibilità di prenotare una videoconsulenza con me per trovare la soluzione ai problemi comportamentali del tuo cane.