cane aggressivo

Il mio cane È AGGRESSIVO quando vede altri cani

Quando passeggi devi prestare la massima attenzione perché temi che il tuo cane possa abbaiare contro altri cani? Appena ne vedi uno in lontananza cambi strada nella speranza che il tuo cane non lo veda? Hai cercato tutti i modi ma l’unica soluzione rimasta è frequentare strade isolate ad orari insoliti? Benissimo! Con questa guida scoprirai come risolvere il problema del cane che abbaia quando vede altri cani.

Partiamo col dire che un cane che abbaia alla vista di un suo simile non vive la passeggiata come un momento di relax e svago e parliamoci chiaro: non te la vivi bene neanche tu. È un problema piuttosto comune tra proprietari ed in questa guida vedremo i motivi che spingono il cane a comportarsi in quel modo e per ciascuno di essi ti darò una soluzione.

Iniziamo!

MA CHE TI ABBAI A FARE?

Inutile girarci intorno, quando si ha davanti un problema la strategia migliore per risolverlo è partire dalla causa che lo genera. Nel nostro caso i motivi che portano il cane ad abbaiare verso altri cani possono essere diversi e qui sotto li affronteremo uno ad uno e a seconda delle situazioni offrirò una soluzione al problema fermo restando che ogni cane è un mondo a sé stante e le soluzioni andrebbero cucite come un abito al singolo soggetto.

I motivi per cui un cane abbaia verso altri cani possono dipendere da:

  • Memoria di razza;
  • Traumi;
  • Scarsa o assente socializzazione;
  • Istinto predatorio;
  • Frustrazione;
  • Ansia / paura / fobia;
  • Difesa del proprietario.

Affrontiamo passo passo ogni singolo motivo attraverso spiegazioni ed esempi.

MEMORIA DI RAZZA

La memoria di razza di un cane è il bagaglio di doti caratteriali, istinti e attitudini che rendono il cane adatto ad una determinata mansione senza bisogno di particolare addestramento. Per capire meglio questo concetto prendiamo ad esempio i fantastici cani da ferma. Questi esemplari (es. Bracco Italiano, Pointer Inglese, Setter Gordon) nascono con delle abilità venatorie innate che gli permettono di individuare la preda e bloccarsi in ferma indicando la presenza al cacciatore.

“Ma che centra la caccia adesso? Io ho il cane che abbaia come un disperato.”

Il problema nasce quando la memoria di razza è improntata sull’aggressività nei confronti di altri cani. Mi riferisco alla categoria di Terrier di tipo Bull, come Pitbull e Amstaff, la cui selezione ha portato queste razze ad uno scopo ben preciso: uccidere l’altro cane. Terribile? Sì. Ma purtroppo i combattimenti tra cani erano in voga e sebbene siano stati proibiti da diversi anni queste razze hanno mantenuto la propria memoria e pertanto se possiedi questa tipologia di razza sarà tuo compito prestare molta attenzione durante le fasi di socializzazione.

Quando si parla di memoria di razza purtroppo non si ha molto margine di lavoro in quanto non si tratta di un problema comportamentale bensì di istinto. Pertanto la soluzione migliore a questo problema la troviamo nella prevenzione durante la scelta del cane. In altre parole se decidi di far entrare nella tua famiglia un Pitbull (o simili) devi tenere conto di questo problema. Una buona socializzazione con i suoi simili durante il periodo critico (che va dai 2 ai 4/6 mesi) può sicuramente aiutare ma non ti garantirà un cane socievole in età adulta.

Con questo non voglio dire che tutti i Pitbull e simili siano cattivi anzi questa razza per la sua selezione ha portato esemplari aggressivi nei confronti dei conspecifici ma estremamente docili con l’uomo tanto da essere predisposta come razza per fare pet therapy.

TRAUMI

Cosa succede se un cucciolo, e quindi un cane nel pieno periodo critico, viene aggredito da un altro cane? Un potenziale disastro ed ora ti spiego il motivo.

Durante il periodo giovanile, in particolare dalla nascita fino ai 4/6 mesi, il cucciolo affronta un periodo critico. Questo periodo è detto critico (o sensibile) perché tutte le esperienze che compie in questo lasso di tempo determinano le sue interazioni future. Capiamo bene da questa affermazione come una o più esperienze negative possano causare traumi permanenti nel cucciolo che, in caso di aggressione da parte di un cane potrebbe portarlo ad avere un sentimento di avversione per TUTTI i cani. Come biasimarlo: un suo simile gli ha causato un trauma (durante il periodo critico) che ha messo a repentaglio la sua integrità fisica e per come la natura ha concepito l’animale per non farlo soccombere è conveniente fare attenzione verso tutti i simili in circolazione (generalizzazione). Succede sempre così? Assolutamente no.

La parola sempre quando si parla di cani non esiste.

Ti è mai capitato che un cane sembri avere un odio spassionato verso una specifica razza? No, non è razzismo! Solitamente accade proprio a causa di un’esperienza negativa con un esemplare di quella specifica razza che lo porta, come visto prima, a generalizzare verso tutta quella tipologia di cani. Lo fanno per sopravvivenza e comprenderlo è il primo passo per aiutarli.

Anche in questo caso la soluzione migliore è la prevenzione e sarà compito dell’allevatore e del proprietario garantire al cucciolo esperienze sociali positive durante il periodo critico. Non ti preoccupare affronteremo approfonditamente l’argomento nel prossimo paragrafo.

SCARSA O ASSENTE SOCIALIZZAZIONE

Nel paragrafo precedente ti ho parlato del periodo critico del cucciolo e di come sia importante garantirgli un insieme di esperienze positive. Una delle più importanti esperienze da fargli svolgere è quella della socializzazione con altri cani ovvero un’interazione positiva con conspecifici equilibrati. Sottolineo il termine equilibrati perché è fondamentale non esporre il cucciolo a potenziali pericoli quali interazioni con cani aggressivi, fobici, iperattivi, esuberanti, ansiosi, nevrotici. L’ideale è presentargli sempre cani calmi, educati ed equilibrati, in alternativa è meglio evitare.

Un cucciolo non socializzato correttamente potrebbe manifestare problemi comportamentali legati ad ansia, fobia o aggressività che lo portano ad abbaiare verso altri cani durante le passeggiate.

In generale la scarsa o addirittura assente socializzazione è un problema da non sottovalutare in quanto porta il cane ad una serie di problematiche comunicative nei confronti di altri cani.

La scelta migliore, non mi stancherò mai di ripeterlo, va ricercata nella prevenzione e quindi nell’esposizione del cucciolo ad esperienze di gioco e divertimento con una moltitudine di cani di dimensione e razza diverse, equilibrati e se possibile anche con altri cuccioli (puppy class).

ISTINTO PREDATORIO

Che cos’è l’istinto predatorio?

Parto col dire cosa non è. L’istinto predatorio non è un problema comportamentale. Si tratta di istinto e in quanto tale è scorretto affermare che un cane sia affetto da istinto perché quest’ultimo fa parte del suo patrimonio genetico e pertanto si definisce come un comportamento innato e che fa parte della sua natura.

L’istinto predatorio porta il cane a mettere in atto una serie di comportamenti volti a puntare, inseguire e afferrare la preda. La sequenza predatoria vera e propria è più complessa ma non è obiettivo di questa guida parlarne nel dettaglio. A noi serve sapere che se questo istinto non viene veicolato correttamente potrebbe sfociare in frustrazione portando il cane ad esprimere comportamenti inadeguati quali inseguire bambini che corrono, biciclette ed anche abbaiare verso cani che non può raggiungere.

In questi casi una strategia vincente per risolvere il problema la troviamo permettendo al cane di fare molteplici attività fisiche che soddisfino il bisogno di predazione. Esempi di attività sono il tira e molla, il lancio della pallina, la mobility o l’agility dog. In generale attività che comportano movimento e l’utilizzo della bocca a scopo ludico.

FRUSTRAZIONE

Ecco la traduzione del pensiero di un cane frustrato che vuole raggiungere un suo simile ma non può a causa del guinzaglio:

“Hey mamma/papà andiamo a conoscere quello lì! Hey tu, chi sei? Io sono qui, guardami, hey io sono qui!!!”

Solitamente l’abbaio da frustrazione è seguito (o preceduto) da piagnistei degni di un attore hollywoodiano e che lasciano intendere che non c’è aggressività dietro a questi abbai bensì, almeno lì per lì, pura voglia di interagire.

In questi casi il cane sta esprimendo la volontà di interagire con un suo simile. Solitamente succede quando il cane è un cucciolone e ha voglia di giocare, correre e interagire con tutti indistintamente. Tuttavia succede che se questo comportamento è stato rinforzato in giovane età (e quindi se dopo tale comportamento è seguita una conseguenza piacevole per il cane) è possibile che lo manifesti anche in età adulta ed anche se le intenzioni non siano puramente ludiche.

Il mio consiglio, laddove possibile, è di farlo interagire sempre senza guinzaglio dedicando parte della giornata a momenti in cui il cane può giocare liberamente assieme ad altri cani in apposite aree.

Perché senza guinzaglio? Perché senza guinzaglio il cane è libero di esprimersi correttamente attraverso il proprio linguaggio del corpo. Un cane vincolato al guinzaglio è impossibilitato ad esprimersi correttamente e l’interazione con altri cani comporta il rischio di fraintendimenti e liti che sfociano in aggressioni.

Ovviamente se il cane mostra problemi comportamentali legati alla socializzazione sarà opportuno risolverli e poi introdurlo in ambienti popolati da altri cani.

ANSIA / PAURA / FOBIA

Come si genera ansia nel cane? E che differenza c’è tra fobia e paura?
Per comprendere al meglio questo paragrafo ti fornirò una breve definizione di ansia, paura e fobia. Parole dalle simili sfaccettature ma con significati molto diversi.

L’ansia è l’anticipazione di un’eventuale minaccia futura e viene solitamente espressa dal cane attraverso una costante vigilanza dell’ambiente circostante (collo alto e proiettato in avanti, espressione del volto rigida, movimenti della testa scattosi).
La paura è la risposta emotiva ad una minaccia imminente reale o percepita. Questa emozione viene espressa dal cane sotto vari aspetti quali la fuga, l’abbaio, il ringhio, l’immobilità. Il linguaggio del corpo di un cane che ha paura volge in direzione opposta allo stimolo che lo spaventa.
La fobia è una paura sproporzionata, marcata e fuori controllo. Il cane reagisce in modo spropositato a stimoli che non dovrebbero in nessun modo scatenare tale reazione. Il cane può perdere il controllo e scappare utilizzando tutte le sue risorse e, se impossibilitato, manifestare comportamenti aggressivi e incontrollati.

Il cane che abbaia verso altri cani per paura è un cane con serie difficoltà. Il problema generalmente sorge per svariate motivazioni tra cui un’aggressione subita di recente o quando era cucciolo, una mancata o scarsa socializzazione con i suoi simili e che lo porta a considerarli una minaccia per la propria incolumità.

In questo caso qual è la soluzione?

Premetto che un cane fobico non diventerà mai un Cuor di Leone ma al massimo un cane timoroso e che manifesta comportamenti ansiosi in modo più controllato. La paura è considerata una delle emozioni primarie (assieme a felicità, rabbia tristezza etc.) ed estinguerla è pressoché impossibile perché insita nel DNA di ciascuna specie animale. Tuttavia ci sono dei metodi che la possono contenere e di seguito ne descriverò uno tra i più efficaci.

Un metodo che risulta efficace per ridurre la paura del cane verso uno stimolo viene chiamato desensibilizzazione. Quando si vuole desensibilizzare il cane da uno stimolo che lo spaventa bisogna esporlo ad una versione ridotta di esso ed incrementarlo gradualmente nel tempo in base alla reazione del cane.

DIFESA DEL PROPRIETARIO

“Ah che piacere quando il mio cane mi difende. Che soddisfazione, si vede proprio che tiene a me.”

Non parliamo di paladini della giustizia né tantomeno di supereroi. Un cane che abbaia insistentemente verso altri cani per difendere il proprietario (difenderlo da cosa poi…?) è un cane che riveste un ruolo che non gli appartiene e pertanto non è in grado di svolgerlo correttamente.

Facciamo subito chiarezza. Quand’è che il cane ricopre questo ruolo di difensore? Un cane che abbaia verso altri cani per difendere il proprietario è un cane che non ha al suo fianco un’adeguata figura di riferimento e pertanto è “costretto” a intervenire al suo posto assumendo una carica che evidentemente, visti i suoi comportamenti, non gli si addice.

Un cane che si crede il leader del binomio si comporta così perché le sue azioni non sono mai state corrette. È un cane che vince sempre al minimo capriccio. È un cane i cui vizi vengono tutti soddisfatti e i cui comportamenti, seppur sbagliati, vengono ignorati o corretti saltuariamente e con scarsa decisione.

Se durante la passeggiata ti fai guidare dal tuo cane non stai comunicando una corretta leadership.

In passeggiata così come:

  • A tavola dove il cane pretende gli si venga dato da mangiare;
  • In camera da letto o in salotto dove pretende di salire sul letto/divano e (non in tutti i casi) ringhia al padrone che vorrebbe prendere il suo posto;
  • Nei contatti fisici dove si intromette se il proprietario abbraccia un’altra persona.
  • E così via per tutti gli altri casi in cui il proprietario accetta sempre le condizioni imposte dal cane.

È giusto dare un boccone al cane quando si è a tavola. Se si vuole, sì.
È giusto che il cane abbai o ci salti addosso pretendendo un boccone a tavola. No.

È giusto fare salire il cane sul letto/divano. Se si vuole, sì.
È giusto che il cane ringhi se gli chiediamo di scendere dal letto/divano se ci vogliamo andare. No

Spero di essermi spiegato.

Se il tuo cane sta svolgendo il ruolo del leader avrà una bella gatta da pelare perché è sottoposto ad una responsabilità che non sa gestire e che lo rende frustrato.

La soluzione? Sii tu il leader del tuo cane.

Attenzione che rivestire questa figura non significa essere un tiranno spietato. Anzi per il cane la rabbia, le grida e l’ansia ingiustificata sono chiari segni di debolezza. Essere leader significa aiutare il cane ad essere appagato attraverso una guida autorevole, significa essere capace di donare amore e sicurezza senza perdere coerenza nel correggere i comportamenti sgraditi e serenità nel prendere decisioni.

Così facendo dimostrerai al cane di avere le capacità adeguate per guidare il binomio verso la giusta direzione e lui potrà finalmente godersi le passeggiate.

Eccoci alla conclusione di questa guida, spero vivamente che ti sia piaciuta e ti sia stata utile.

Ciao!

Nicolas

PS: ammiro molto le persone che spendono il proprio tempo per comprendere il cane. Mi rendo conto tuttavia che non è semplice risolvere autonomamente i problemi con il proprio e per questo ti metto a disposizione un bottone qui sotto con la possibilità di prenotare una videoconsulenza con me per trovare la soluzione ai problemi comportamentali del tuo cane.